Normativa di riferimento

Rispettiamo maniacalmente la normativa di riferimento per garantire gli standard di sicurezza più alti possibili nei nostri lavori.

Quadro Normativo

Il 19 luglio 2005 e entrato in vigore il D.Lsg. 235/2003, testo che ha introdotto nel D.Lsg. n.626/1994 i nuovi articoli 36 bis, 36 ter, 36 quater, 36 quinquies, che costituisce recepimento della direttiva europea 2001/45/CE del 27 giugno 2001 relativa ai requisite minimi si sicurezza e di salute per l’uso di attrezzature di lavori da parte dei lavoratori. Il D.Lsg n.235/2003 regolamento i lavori in quota, e prevedendo l’uso delle scale a pioli, dei ponteggi e dei sistemi di accesso e di posizionamento mediante funi, dettando delle disposizione sul loro impiego in parte a conferma di quelle già contenute nelle norme di prevenzione. Tale impianto normativo e mantenuto integralmente nel D.Lsg n.81/2008, Testo Unico sicurezza sul lavoro in vigore, che sostituisce tutta la precedente normativa in materia e dunque anche il D.Lsg. n.626/1994 In particolare nel titolo IV del D.Lsg. n.81/2008, relativo ai cantieri temporanei e mobili, e precisamente nel Capo II, sono contenute le norme sui lavori in quota. Gli articoli di maggiore interesse sono:
Art. 105 e 106 elencano rispettivamente le attività soggette e le attività escluse dall’applicazione delle norme del Capo II del
Titolo 4, l’art. 107, fornisce la definizione di lavoro in quota; l’art. 111 riporta gli obblighi dei datori di lavori nell’uso di attrezzature per lavori in quota, compresi i lavori in quota mediante funi.
Art. 115 fornisce indicazione sui sistemi di protezione contro le cadute dall’alto. L’art. 116 riporta gli obblighi dei datori di
lavoro, concernenti l’impego di sistemi di accesso s di posizionamento mediante funi. Si menziona inoltre l’allegato XXI del D.Lsg n.81/2008 che riporta integralmente il testo dell’accordo di cui all’art. 36
quinquies, comma4 del D.Lsg. n.626/94, siglato il 26 gennaio 2006, l’accordo fra Stato, Regioni e le Province autonome, che individua i soggetti formatori, la durata, gli indirizzi ed requisiti minimi di validità dei corsi per la formazione dei lavoratori addetti al montaggio dei ponteggi e dei lavoratori che impieghino sistemi di accesso e di posizionamento mediante funi.
Oltre alle disposizione contenute nel D.Lsg. n 81/2008 bisogna tenere conto anche delle “linee guida” predisposte dai Ministeri, dalle Regione e dall’INAIL, e approvate in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, che costituiscono atti di indirizzo e di coordinamento per l’applicazione della normativa in materia di salute e sicurezza. Le linee guida finora pubblicate che trattano i lavori con funi sonno: linee guida “per l’esecuzione dei lavori temporanei in quota con l’impiego di sistemi di accesso e di posizionamento mediante funi”, pubblicata nel settembre 2003 dal Ministero del lavoro di concerto con il Ministero della Salute (ISPESL ora INAIL) ed in collaborazione con altri enti quali il CNVVF, il CAI, le Guide Alpine e le imprese di settore. Linea guida sui “lavori temporanei
in quota con l’impiego di sistemi di accesso e posizionamento mediante funi – manuale addetti e preposti”, pubblicata nel giugno 2008 dal Ministero dell’Interno, Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Genova – Ufficio Formazione e Documentazione, Nucleo Speleo Alpino Fluviale.
L’art. 107 del D.Lsg.81/2008 definisce “lavoro in quota” l’attività lavorativa che espone il lavoratore al rischio di caduta da una quota posta ad altezza superiore a 2 m rispetto ad un piano stabile. Si definisce invece “lavoro con funi” (o in corda) qualsiasi lavoro in quota eseguito con uso di funi per accesso e posizionamento; tale definizione e riportata nella linee guida “per l’esecuzione dei lavori temporanei in quota con l’impiego di sistemi di accesso e posizionamento mediante funi”, sopra menzionata.

Dettaglio delle Opere di Sicurezza

– Allestimento di area di cantiere su spazio adibito.
– Installazione degli ancoraggi di sicurezza a norma UNI EN 795 Cl. A1
– Prove di tiraggio sugli ancoraggi con strumento tester tasselli certificato e rilascio del verbale di carico.
– Allestimento delle linee orizzontali di lavoro e sicurezza con funi semi-statiche e dispositivi di protezione certificati.
– Allestimento funi di lavoro e funi di sicurezza per le calate verticali.
– Installazione di una mantovana aerea di protezione da collocare sotto gli operai in alcune fasi lavorative.
1 Eventuale rimozione degli ancoraggi di sicurezza potranno essere facilmente rimossi al termine dei lavori.
2 La prova di trazione sarà eseguita con strumento “HILTI DPG 100” matricola N°3639, con certificato di taratura N°380513 del 22/05/2013. Detto certificato è disponibile al controllo presso la nostra sede.
3 Le linee orizzontali saranno installate tra gli ancoraggi certificati. Occorrono alla movimentazione
orizzontale degli operai sui prospetti esterni dell’edificio e come eventuale sistema d’emergenza e soccorso.
4 Ogni operaio, come previsto dalla normativa vigente, sarà dotato di due funi. Una fune principale di lavoro e una seconda fune di sicurezza, anch’essa sempre connessa all’operaio in tutte le fasi lavorative.

DETTAGLIO DELLE LAVORAZIONI DI MESSA IN SICUREZZA E RIPRISTINO

– Verifica alla martellina ed eventuale demolizione di tutte le parti friabili, incoerenti o in fase di distacco.
– Spazzolatura manuale delle armature ossidate fino al grado ST2 secondo la norma UNI EN ISO 8501-1 con rimozione di tutte le parti copriferro anche leggermente ammalorate e sfarinabili.
– Passivazione dei ferri mediante l’applicazione di due mani di prodotto cementizio attiva e passiva conforme ai requisiti prestazionali definiti dalla UNI EN 1504-7, senza alterare in alcun modo l’aderenza tra la malta di ripristino e le armature trattate.
– Ripristino di strutture in calcestruzzo degradato, per centimetro di spessore, mediante applicazione a cazzuola di malta cementizia premiscelata tixotropica, fibrorinforzata e a ritiro compensato conforme ai requisiti prestazionali definiti dalla UNI EN 1504-3, per malte strutturali di classe R3 di tipo CC e PCC, posto in opera con una resa di 17 kg/m3 per centimetro di spessore (MAPEI PLANITOP RASA E RIPARA)
– Applicazione di aggrappante murario (Planicrete Mapei) che consenta di conseguire elevati valori di adesione e resistenza.
– Rifacimento di intonaco civile, applicato con adeguate guide e poste, di qualsiasi spessore anche per riprese delle superfici dei prospetti esterni, previa abbondante bagnatura delle superfici, un primo strato di rinzaffo, il secondo di riempimento tirato al piano con frattazzo, il terzo di rifinitura.